Il ruolo dell’anima nella nostra vita

L’anima  contribuisce alla percezione psico-fisica della realtà di tutti gli esseri umani.

Attraverso l’anima gli uomini riflettono sulla realtà e ne comprendono le dinamiche.

La realtà si esprime in esperienza della materia, che percepiamo con i sensi, i quali sono attivati dallo strumento mentale.

Tutto ciò  conduce gli uomini  verso  una crescita spirituale.

Le tre sostanze: mente, anima e spirito  sono interdipendenti in ogni singola parte.

L’indole animica che ogni uomo attira a se rappresenta il terreno della riflessione che la materia pone in atto,  attraverso la quale la mente fa esperienza, fino a giungere alla conoscenza per l’uomo non già del mondo, ma superandolo, di se stesso come osservatore del mondo.

L’anima è dunque l’accoglimento degli impulsi spirituali che vengono creati dalla realtà ed è altresi la stessa base su cui vanno a posarsi le riflessioni della mente.

L’anima non è separata, individuale, ma è la matrice unica, da cui nascerà il Divino sé, anch’esso però Unico Spirito. La percezione di separazione, che indica alla mente umana la divisione di queste, chiamiamole forze attive dell’essere, è la mente stessa ad attuarle essendo l’organo di percezione della realtà, la singolare realtà che viviamo, la nostra particolare esistenza.

A questo punto viene da chiedersi, lo Spirito e l’Anima nascono davvero?

No, sia l’anima che lo Spirito sono immutabili e perfette parti dell’Uno

Quello che avviene è per l’uomo, la concretizzazione dentro la sua essenza di tali espressioni, si nasce a se stessi, si matura interiormente nella nostra parte di anima e spirito, perchè ciò fa parte della nostra natura di coscienza auto creante realtà.

La coscienza di Essere non più solo corpo e mente, ma di avere parte dell’Anima del Creato e dello Spirito Eterno, è la consapevolezza del Cristo.

Nel  momento in cui il Cristo è venuto alla consapevolezza del mondo, il percorso della vita dell’io è divenuto cosciente. L’uomo è divenuto figlio e il suo corpo, in fisico, anima e spirito, si è evoluto nel Regno.

La consapevolezza trascende da adesso lo spazio e il tempo, ciò che era prima e che sarà dopo,  diviene adesso e qui. Perchè la consapevolezza porta con sé il ricordo di ciò che è Eterno, e come tale è sempre stato, l’erronea percezione temporale della mente soggiace nel nulla.

Seppure all’inizio la mente lotta ancora con tale percezione che si sente molto forte nell’interiorità dell’uomo nuovo, tutto da adesso condurrà alla vittoria sull’ego.

La difficoltà  del percorso, che tanto ha fatto  paura,  tutto è stato rivolto a tale nascita.

La vita dunque è la gestazione della coscienza che nasce all’eternità del Sé, in forma di uomo.

Da qui si procede spediti, s’intravede a tratti la luce, ma è sempre in Grazia di Dio che si arriva. Più si è conformi all’amore e alla verità, più si è compassionevoli,  l’anima che attiriamo a noi risuona intonata, melodiosa, confacente, armoniosa, amplificando la coscienza.

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Ode

Mia Luce Infinita

Splendore Universale dell’Amore

custodiscimi nei tuoi pensieri

e preservami dall’intenzione

che possa allontanarmi

dal pensare a Te,

vivo Essere nel mio cuore.

Combatti affinchè

questo intento sia sempre

verso la fede

e mai lo tenti l’inganno

della lusinga mortale.

Correggi i miei pensieri

parziali e fa che possano

divenire

perfetti e corrispondenti

ai tuoi pensieri.

Genitori di se stessi

Nasciamo con caratteri ereditati sia fisicamente che caratterialmente, due diverse personalità che sussistono nel nostro stato psicologico. Il padre e la madre crescono in noi, creando non pochi problemi. La componente dell’attrazione d’amore fra individui è che vi sia una complementarità di caratteri, quindi delle mancanze da ciascuna delle due parti che si possano armonizzare nel loro percorso di vita insieme. Il figlio che acquisisce le due componenti deve prescindere dalle diversità e trovare nei due aspetti ciò che li unisce, riscoprire ciò poi nel suo carattere. Quando Gesù indicò il modo di superare questa difficoltà (Gesù disse, “Chi non odierà suo padre e sua madre non potrà essere mio discepolo, e chi non odierà fratelli e sorelle, e porterà la croce come faccio io, non sarà degno di me.” )intendeva dire che attraverso la giusta critica, che prescinde l’attaccamento della carne, ereditato geneticamente, si può evincere la nostra vera anima e scoprire il nostro Sè, prendendo su di sé consapevolmente anche la croce del senso di colpa che  deriva dall’andare contro la propria carne.In ciò vi sono vari passaggi, quando l’adolescente inizia a creare la sua personalità, inizia a odiare o il padre o la madre, a seconda della maggiore inclinazione che il figlio ha acquisito. Amando l’uno, l’altro diventa molesto. Se i genitori intuendo questo percorso, non accettano questa divisione psicologica del figlio, si coalizzano e allora il giovane si sente incompreso. Ma se i genitori non hanno questa unione ben ferma , non sono armonizzati nell’amore, il giovane riesce a creare anche fra di loro questo ulteriore disagio. La società di oggi fa coabitare i figli con i genitori oltre il dovuto e ciò produce un terzo effetto deleterio che l’individualità del figlio si sente soffocata, non riesce ad emergere da questo contrasto. Cosa fare per riportare il padre e la madre in noi nell’unità dell’io, senza creare dolore? Il dolore del giovane è necessario per l’anima, per accogliere una crescita, ciò che può essere cambiato è l’atteggiamento d’amore dei genitori. Se i genitori comprendono il disagio, come un atteggiamento non rivolto alla loro persona ma piuttosto come un malessere oggettivo di crescita, non si porranno in maniera difensiva, annulleranno le conseguenze di atteggiamenti ostili che il giovane crea per valutare se stesso. L’arma che deve essere adoperata e mantenuta ben affilata per spezzare la confusione è il dialogo. Se esso è continuato serve a smorzare le incomprensioni. Se i componenti di una famiglia non riescono ad evincere dalle emozioni che si creano al suo interno, allora è meglio  allontanare un po’ il figlio , in modo che egli possa più tranquillamente valutare il padre e la madre dentro di se. Notare le differenze e le uguaglianze e rapportarle a se stesso. Il rapporto psicologico tenderà allora a essere molto più scorrevole e i malintesi cesseranno.

Amore

  • L’amore,

al cospetto di Questo, m’inchino

E’ giunto al momento del mio declino.

In esso, io vibro di un nuovo sentire

lasciarmi morire non è un dolore,

ma grande è il pensare attraverso

                                         l’amore.